Carnevale è arrivato

mascherato e colorato

con coriandoli e trombette,

burattini e marionette!

Travestito da Arlecchino,

Ninja, Fata o soldatino,

ogni bimbo farà festa

con parrucche buffe in testa.

E poi dolci, cioccolata,

tante torte e marmellata,

scherzi, burle e tanto chiasso,

e risate a più non posso.

Così ognuno avrà un sorriso

non di trucco, ma sul viso.

M. T.  Stancarone

 

LA DANZA DELL’ORSO

Andiamo tutti al polo nord

c’è un po’ di freddo sì però

se tu danzi la danza dell’orso

presto caldo sentirai.

Mano contro mano, te lo dico in italiano

piede contro piede, sono un orso e non si vede.

Andiamo tutti al polo nord

c’è un po’ di freddo sì però

se tu danzi la danza dell’orso

presto caldo sentirai.

Spalle contro spalle, le portiamo giù a valle

schiena contro schiena, ti guarda una balena.

Andiamo tutti al polo nord

c’è un po’ di freddo sì però

se tu danzi la danza dell’orso

presto caldo sentirai.

Pancia contro pancia, ride anche il re di Francia

testa contro testa, vuoi venire alla mia festa? Sì!

Andiamo tutti al polo nord

c’è un po’ di freddo sì però

se tu danzi la danza dell’orso

presto caldo sentirai.

Un pupazzo di neve 

Un pupazzo di neve un po’ annoiato
di star chiuso in un libro del passato
decidendo di fare quattro passi uscì
dalla sua pagina però…

Appena giunse fuori
l’estate vi trovò
ed una gran pozzanghera
pian piano diventò.
Poi con il sol di luglio
quell’acqua evaporò
ed il pupazzo in gocce su nel ciel se ne andò…

Ma veloce l’estate volò via
puntuale l’inverno venne ancora
con un candido manto tutto ricoprì
e un paesello imbiancò.

Cadendo lieve lieve
la neve ritornò
e il povero pupazzo
in bianchi fiocchi si trovò.
Allora dai bambini
ricostruito fu
così più grande e più bello ancor diventò…

Al centro della piazza
faceva un figuron
con la camicia a fiori
e con in mano un chitarron.
Così rimodernato
ognuno lo ammirò
e perciò felicemente la sua storia finì…

In quel libro di fiabe del passato
il pupazzo di neve non tornò…

Il pesciolino stanco

Un giorno un pesciolino
nuotar non volle più
e dietro una conchiglia
si mise a muso in giù.
Un bimbo col ditino,
la coda gli toccò,
si volse il pesciolino e gli disse:
“Senti un po’:
son stanco di nuotare
andare avanti e andrè,
vorrei poter girare
il mondo insieme a te”.
Il bimbo pian pianino dall’acqua lo levò
e con il pesciolino per strada se ne andò.

Glu glu glu
Glu glu glu, ripeteva il pesciolino
Glu glu glu
Glu glu glu, gli altri stavano a guardar

Ma a un tratto il pesciolino
gli scappò via di man,
gli fece l’occhiolino
e gli disse: “Ciao a doman”.
Il bimbo poverino
invano lo chiamò
quel pesce birichino
nell’acqua si tuffò.
Dall’acqua il pesciolino
sorrise a quel bambino
gli andò vicin vicino
e gli disse: “Ciao son qui”.
Vorrei con te restare,
tu sei un buon piccin,
ma c’è una pesciolina
Che vuol che io resti qui!”.

Glu glu glu
Glu glu glu

Andava Cappuccetto

Andava Cappuccetto dindine dindera,
andava Cappuccetto dindine dindà
Tra l’erba e i fiori dai mille colori
nel bosco spensierata il sentiero imboccò.

Ma venne il lupo nero dindine dindera,

ma venne il lupo nero dindine dindà

disse sei bella hai gli occhi di stella
e Cappuccetto Rosso con lui si fermò.

Andavo dalla nonna dindine dindera,
andavo dalla nonna dindine dindà.
ma a un gran boccone pensava il briccone
e via, a grandi passi per primo arrivò.

Toc toc son Cappuccetto dindine dindera,
toc toc son Cappuccetto dindine dindà.
Tira il paletto, su entra ti aspetto
e con un grande balzo la nonna mangiò.

Con cuffia e camicione dindine dindera,
con cuffia e camicione dindine dindà.
il lupo aspettava rideva cantava
e appena udì bussare “Avanti!” gridò.

Che occhi che spavento dindine dindera,
che occhi che spavento dindine dindà.
Che bocca, che denti, nonnina mi senti?
ma il lupo con un balzo la bimba mangiò.

Ma un bravo cacciatore dindine dindera,
ma un bravo cacciatore dindine dindà.
Spara e fa un buco in pancia del lupo
e nonna e Cappuccetto così liberò.

Il treno dell’anno

Il treno dell’anno ha dodici vagoni,
ogni vagone porta cose nuove.
Gennaio nevicate;
Febbraio mascherate;
Marzo pazzerello;
Aprile con l’ombrello;
Maggio fiori e frutti;
Giugno a casa tutti;
Luglio e agosto
scuola non conosco;
Settembre la vendemmia;
Ottobre con la nebbia;
Novembre e nasci tu;
Dicembre il buon Gesù.

CARO PAPA’

PER LA TUA FESTA

SENTI CHE BELLA IDEA E’ QUESTA

AL TAVOLO O SUL TAPPETO CI SEDIAMO

E INSIEME GIOCHIAMO.

COMINCIO IO CHE SONO PICCINO

POI TOCCA A TE CHE MI SEI VICINO.

TRE BAMBINI O TRE PAPA’,

CHISSA’ CHI VINCERA’?

ALLA FINE SO GIA’ COSA FARO’:

UN GROSSO BACIO E UN FORTE ABBRACCIO TI DARO’!

SANGUINA SANGUE

LA SBUCCIATURA

CON UN CEROTTO

LA MAMMA LA CURA

FA UN PO’ DI MALE

MA IO NON MI ARRENDO

DOMANI GUARISCE

CORRENDO

NOZZE NEL BOSCO

Nel bosco si sposarono

l’allodolo e l’allodola

tutti gli ospiti canticchiavano

molto lieti d’esser lì.

E c’era un pappagallo

che suonava bene l’organo

la fa re re re la fa mi mi mi

sol sol fa re mi do re.

Il picchio cucinava

tanti piatti prelibati

ma che buoni gnam

ma che buoni gnam

ma che buoni gnam gnam gnam

Le anatre e le oche

un concerto prepararono

ma che brave qua

ma che brave qua

ma che brave qua qua qua

La sposa fece il primo ballo

col pavone rocco-cò

firu lì fin fin  firu lì fin fin

un applauso a non finir

La festa fu bellissima

e durò fino alla sera

vi ri da là là

vi ri da là là

vi ri da là là là là

L’allodolo condusse nella stanza

la sua allodola
e il fringuello-lo da lontano-no

col suo canto li seguì

Socchiusero le imposte

e poi spensero la lampada

buona notte-te disse il gallo-lo

con il suo chiricchichì

Adesso gli sposini sono soli

e son felici

ma chi batte-te alla porta-ta

la cicogna è già qui

LA LA LA LA LA……

LA SETTIMANA DI FANTASMINO

Lunedì in tuta rossa

se ne andò a fare una corsa.

Martedì fantasmino

si vestì giallin giallino

Mercoledì di buon mattino

verde mise l’abitino

Giovedì si trasformò

e arancione diventò.

Venerdì quel birichino

mise azzurro il cappottino.

Sabato e domenica era stanco

e tornò fantasma bianco.

Dalla pergola nasce l’uva:

prima è acerba poi matura.

La raccoglie il contadino

e la schiaccia dentro il tino.

Bolle il mosto giorno e notte,

poi finisce nella botte.

Nella botte si riposa

finché è vino color rosa.

Dopo tante settimane

va a riempir le damigiane,

ma lì dentro non vuol stare:

ora è pronto da infiascare.

per la festa di famiglia

passa poi nella bottiglia;

nei bicchieri vien versato

e da tutti è ben gustato.

Foglia foglina,

l’autunno si avvicina.

Foglia foglietta,

l’autunno è lì che aspetta.

Povera foglia,

l’autunno è sulla soglia.

Il vento arriverà

e via la porterà.

(A. Pascetta)

Un brutto giorno su una bella piazza

ci svolazzava una farfalla pazza.

Pinotto Pollice, che era un mangione,

voleva farsela per colazione.

Rebecca Indice, sempre arrabbiata,

voleva darle una bella sgridata.

Sandrone Medio, un po’ tardivo,

voleva prenderla senza motivo.

Jonny Anulare, vanitoso e bello,

voleva metterla sopra il suo anello.

Ma mignolino, che era un bambino,

ed era l’ultimo della poesia,

batte le mani: farfalla scappa via!

(R.Piumini, B:Tognolini, Rimelandia, Mondadori)

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